Le fonti manoscritte

La ricostruzione delle relazioni tra i collezionisti, le cui raccolte sono all’origine dei musei lombardi

dell’Ottocento, trova una concreta esemplificazione nei documenti d’archivio: corrispondenze pubbliche e private, inventari e cataloghi.

La Rete intende mettere a disposizione questo patrimonio, in edizione critica, attraverso uno strumento che lo renda consultabile e favorisca l’interpretazione delle notizie presenti negli scritti, spesso frammentarie o lacunose.

Il vantaggio di questo lavoro è quello di consentire l’interrogazione di fonti conservate in diverse sedi, configurandosi quindi come un indispensabile strumento di ricerca.

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    Fonti a stampa

    Il patrimonio collezionistico dei musei che aderiscono alla Rete è stato comunicato, nel tempo, attraverso fonti a stampa rivolte ai visitatori e ai collezionisti, in particolare cataloghi e guide.

    Queste pubblicazioni offrono una prospettiva storicizzata sul patrimonio: ci consentono di guardare alle collezioni con lo sguardo di un visitatore dell’Ottocento.

    Questi volumi, spesso di difficile reperibilità, ricostruiscono in modo virtuale la biblioteca ideale di un amatore d’arte dell’Ottocento in Lombardia e rappresentano per gli studiosi un importante strumento di ricerca.