Lettera da Luigi Basiletti a Paolo Tosio

Mittente:

Luigi Basiletti

Destinatario:

Paolo Tosio

Data:

23 Ottobre 1819

Da Luigi Basiletti a Paolo Tosio
Roma [1], 23 ottobre 1819

 

Amico carissimo
Roma 23 ottobre 1819
Ho ricevuto la carissima vostra dei 3 ottobre e mi fà piacere il sentire il vostro aggradimento per il poco che ho fatto per voi. Dietro l’ordine ricevuto sopra la ditta Assanti e Capanno di Roma, ho fatto contare al signor Antonio Canova gli 100 luigi d’oro per l’acquisto del busto di Eleonora d’Este ed affinché voi aveste un autentica memoria di tale acquisto scrissi al Canova un biglietto, il qual rispose colla lettera che vi accludo. Già si incide sul busto il nome dell’autore, e quanto prima se ne farà la spedizione. Piaque a Canova la vostra epigrammatica idea sull’ispirata e inspiratrice, ed io ne aggradirei che ne sentirebbe ancora di belle.
La descrizione che gli ho fatto di Brescia, e delle belle opere di pittura che vi si offrono lo hanno reso voglioso di vederla, e sarà facile che venga nell’anno venturo, dovendo egli ritornare alla sua patria [2] dove edificherà a sue spese un magnifico Tempio. Così voi nella vostra bella casa avrete la soddisfazione di fargli vedere una sua opera che è veramente felice.
Io sperava di poter dar termine ai miei lavori entro questo mese di ottobre ma male si fanno i conti avanti l’oste.
Il quadro vostro [3] è per me oggetto di impegno e per dovere e per piacere dell’arte mia. Prima di porvi mano ho voluto sentire l’opinione de primi artisti i quali furono concordi nell’opinione di fare visibili le divinità di Apollo e Diana come protagonisti e perché ne /1v/ tempi eroici gli Dei erano sempre immischiati cogli uomini.
Dietro tale principio mi naque l’idea di fare apparire Apollo nella maggiore luce e Diana illuminata dal medesimo, e siccome la luce è l’anima de colori così io potrò ottenere un quadro di effetto piacevole e di vaghezza più colorita. Il cartone che ho già avvanzato già presenta questa mia idea nuova, la quale è riscontrata da tanti che vengono al mio studio con entusiasmo. Io spero che quest’opera vi andrà a genio giacché mi sono proposto che col commettere questo quadro abbiate motivo di condonare la mia insistenza. Quando i miei amici hanno inteso che presto abbandonerò Roma mi hanno dato del pazzo.
Io combatto con la voglia di rivedere il mio paese (per il quale io già sento il male della nostalgia) e colle attrattive dell’arti romane, le quali si presentano a me nell’aspetto il più ridente, e sto colla mano al mento e colla spada in mano per tagliare questo nodo gordiano.
Spero che avrete ricevuta altra mia in cui vi indicava esserci la bella occasione di fare acquisto di un quadro di paese con animali di Voogd il quale trovasi in Roma.
Nella presunzione che già siate a godere le vacanze al vostro Principato di Sorbara ho pensato di diriggere questa lettera per la via di Mantova e Asola e spero che vi arriverà più sollecita. Vi prego di tanti complimenti alla contessina [4] e ditegli che già vedo per me impossibile il portare oltre una partita alla racchetta con lei, e che però desidero assai di rivederla perché ho tante /2r/ cose da dirle a voce […] belli aneddoti ecclesiastici.
Voi amatemi che è il maggior compenso di chi sinceramente vi ama e che si rafferma vostro affezionatissimo, obbligatissimo amico
Luigi Basiletti
/2v/ All’ornatissimo signore il signor conte Paolo Tosi, Mantova per Asola.

 


 

[1] BQB, fondo Autografi, Aut. 111.fasc.XI.2. Lettera parzialmente trascritta in Mondini 1981, p. 53
[2] Possagno (Treviso)
[3] Niobe
[4] Paolina Tosio, nata Bergonzi