Lettera da Luigi Tadini ad Antonio D’Este

Mittente:

Luigi Tadini

Destinatario:

Antonio D'Este

Data:

28 Settembre 1795

Da Luigi Tadini a Antonio D’Este

Napoli, 1795 settembre 28

 

Pregiatiss. e gentiliss. sig.  Antonio [1]

Ella in poco ha descritto tanto bene quelle opere del nostro adorato Canova, delle quali io l’ho pregata, che uno di questi moderni pedantissimi letterati non sarebbero capaci a farlo in un tomo in foglio. Vi vuol altro che greche e latine erudizioni per ben descrivere; anima e pratica vi vogliono: la prima per sentire, la seconda per eseguire; cioè per descriver bene, bisogna saper eseguire.

Mio figlio [2] n’è restato contentissimo, e la ringrazia. Io poi la ringrazio anche della notizia che la Religione [3] sia cotta; ringrazio Dio, che non si è abbruciata: sento però che non è accomodata, e ciò va male; perchè per salvarsi l’anima è necessario di avere perfetta la religione, perciò come anche questa cosa dipende da lei io glie la lascio sulla coscienza. Perfezioni la Religione, o sarà eretico.

Il nostro amabile signor Presidente è in villeggiatura a Portici: io lo vedrò, e aggradirà molto i suoi saluti. Se a lei piace di leggere la lettera, ossia descrizione del gruppo di Adone e Venere[4] scritta dal nostro signor  Marcello Marchesini,[5] ella potrà averla o dal signor Canova , o dal librajo di Roma Domenico Raggi , al quale ne furono spedite alcune copie per darle al medesimo Canova . 

E’ uscito ora del medesimo Marchesini un opuscoletto a difesa di alcuni supposti errori di lingua creduti trovarsi da un satirico nella lettera del Conte Rezzonico [6] ,ed alla prima occasione manderò a lei quanto fu scritto sul tal proposito. 

Bella cosa per Canova! Egli è un nume di cui nessun trova cose che non rechino ammirazione.

Ella saprà ciò che fece il Veneto Senato. Altro che temer di non esser ricompensato! Mi consolo spesso con me medesimo, lo confesso, perchè spesso l’indovino. 

Era tanto certo della pubblica generosità, che io gli avevo detto che qualche soggetto mal a proposito gli aveva messo dei timori in testa, per farsi ingiustamente un merito di aver contribuito a ciò che già doveva nascere. 

Mi ricordo anzi, che io gli aveva detto, che se si trovasse un Savio Cassirer [7] così amico delle belle arti, ed ingiusto verso il di lui merito (che non credo), egli doveva citarlo giudizialmente, cioè citare in giudizio i fiscali della Serenissima Signoria per essere sentenziati a pagare l’opera ordinata col decreto dell’Ecc.mo Senato; e gli dissi che io avrei supplito per lui alle spese giudiziarie.

Così diceva, perchè era sicuro che gli sarebbe stata fatta giustizia, ed il Savio si sarebbe ritirato, ed avrebbe pagato, ed avrebbe anco avuto dei rimproveri. Canova si ricorderà questo mio discorso. 

Ora sono contento che prova la beneficenza sovrana, e gli onori che gli comparte la medaglia a bella posta fatta.[8] Mi figuro la di lei esultanza, e per essergli tanto amico, e per essere anch’ella un professore dell’arte istessa, ma che, in diversa parte niente inferiore all’amico Canova, rammemora le antiche Deità, ed ella sa conservare la memoria degli uomini illustri, che dal dotto di lei scalpello vengono così nobilmente effigiati.

La moglie ed il figlio [9]mi commettono i loro saluti, ed io con vera stima mi raffermo Di lei stimatissimo signor Antonio Dev.mo obb.mo servo 

Luigi Tadini

Napoli, 28 settembre 1795

 

Pubblicato in: Epistolario, a cura di Albertario M., in Antonio Canova nelle collezioni dell’Accademia Tadini, a cura di Albertario M., Milano 2010

 


 

[1] Antonio D’Este

[2] Faustino Tadini

[3] Il riferimento è al bozzetto per la Religione nel Monumento a Clemente XIII, Lovere, Accademia Tadini: G. PAVANELLO, L’opera completa di Antonio Canova, Milano 1976, n. 43

[4] Venere e Adone, Genève, Musée d’Art et d’Histoire G. PAVANELLO,L’opera completa di Antonio Canova, Milano 1976, n. 69

[5]MarchesiniSul gruppo d’Adone e Venere del sig. Antonio Canova posseduto dal sig. Marchese Berio lettera … diretta al nobile sig. co. d. Faustino Tadini, col motto: Nil mortalibus arduum est”, in “Memorie per servire alla storia letteraria e civile”, 1796, con dedica a  Faustino Tadini

[6] Carlo Castone della Torre di Rezzonico  Il riferimento è a C. CASTONE DELLA TORRE DI REZZONICO Lettera a Diodoro Delfico sul gruppo in mamro di Adone e Venere opera di Canova, in “Memorie per servire alla Storia Letteraria e Civile”1795 n. 43 

[7] La carica era ricoperta da Nicolò I Andrea Erizzo

[8] Luigi Tadini ricorda i riconoscimenti concessi dal Senato veneto a Canova per l’esecuzione della Stele di Angelo Emo G. PAVANELLO L’opera completa di Antonio Canova, Milano 1976, n. 81.

[9] Libera Moronati moglie del conte Luigi Tadini e  Faustino Tadini