Lettera da Luigi Tadini a Leopoldo Cicognara

Mittente:

Luigi Tadini

Destinatario:

Leopoldo Cicognara

Data:

2 marzo 1823

Da Luigi Tadini a Leopoldo Cicognara

Crema, 2 marzo 1823

 

Pregiatissimo signor Conte [1]

Lovere, 2 marzo 1823. Provincia di Bergamo.

 

Dietro lunga mia dimora in Modena, e reduce attualmente a questo mio prediletto paese di Lovere ebbi a conoscere l’opuscolo intitolato “Notizie intorno alla vita di Antonio Canova, giuntovi il catalogo cronologico di tutte le sue opere” [2].

Avendo rimarcata la dedicazione in data 28 ottobre prossimo passato stata fatta al veneratissimo di Lei nome dal signor Pier Antonio Paravia autore di detto opuscolo, credo troppo conveniente che a Lei pure, chiarissimo signor Cavaliere io debba diriggermi per farle conoscere un vistoso vacuo, che si è lasciato in quell’opuscolo, e con mia sopresa esistente pure nel Catalogo cronologico delle sculture di Antonio Canova che il signor Paravia dice da lui cavato dal terzo tomo della storia della scultura del cavaliere Leopoldo Cicognara, e da questo continuato in sino alla morte del Grande Artista [3]. Per conto mio trovo nella categoria dei modelli la mancanza del Bozzetto, o sia modello in creta della Religione, la cui statua esiste in San Pietro di Roma nel Mausoleo Rezzonico, prezioso regalo fattomi dal suddetto Canova [4]: ma ciò che più sorprende è che nella categoria dei Cenotafi, non sia nominato quello ch’io posseggo, in grande rilievo, rappresentante una madre seduta avanti l’urna ceneraria dell’unico suo figlio, oppressa dal sommo dei dolori, e che fu lavoro del suo scalpello nell’anno 1820, speditomi l’anno 1821, ed in un’oratorio qui a bella posta da me eretto, collocato con intelligenza e consiglio dell’illustre autore, in una situazione opportuna per ben rilevarne il merito [5].

Quest’ultima mancanza fece molto senso non solo a me, ma agli amici miei, poiché diede luogo ad alcuni invidiosi insetti di porre in dubbio se una tal opera sia o no originale del Canova, o di farla credere un rifiuto dell’artefice, come indegno d’esser posto nel numero delle sue opere.

Non ricorrerò per ismentire tali maligne dicerie alle testimonianze di rispettabili persone che videro lo stesso Canova nel suo studio intento ad un tal lavoro col massimo impegno, non avendo bisogno di tali prove suppletorie, mentre posseggo molte sue lettere originali comprovanti la mia commissione, il corso del suo travaglio, e le replicate sue espressioni onde farmi conoscere tutto il suo genio ed impegno per favorirmi: posseggo inoltre quelle colle quali mi partecipa l’opera compiuta, mi ammaestra sul modo di collocarla, e darle l’opportuna luce: tengo quelle della spedizione fattami da Roma nel 1821, e il Decreto governativo che esenta quel prezioso monumento da ogni tassa di dazio per la sua introduzione nel Regno sul motivo che debba servire per esemplare dell’arte agli studiosi.

L’affluenza dei forestieri dalle città vicine, che venivano, e ritornavano per vedere quest’opera, gli elogi che ne facevano gl’intelligenti, e la sensazione che produceva nell’animo di tutti, hanno indotto sua altezza imperiale l’arciduca Principe Viceré a portarsi a Lovere nel settembre 1821 in compagnia dell’augusta sua sposa per vederlo, onorando la mia casa col pernottarvi. Egli appena lo vide, vi riconobbe il divino scalpello, e ne rimase, come la Principessa, contento e commosso dalla forte espressione posta in quella madre oppressa dal dolore [6].

Superba questa Deputazione Comunale d’esser divenuta la depositaria di quest’insigne lavoro, volle celebrarne l’epoca dell’erezione con una festa straordinaria, nella quale si cantò un inno in lode del sommo artista, a bella posta messo in musica dal maestro Pavesi, e si eseguì un concerto d’istrumenti composto dal signor Zucchi allievo del conservatorio di Milano, esprimente il funesto fatto che diede occasione al lavoro suaccennato. Questa festa si celebrò nel Teatro Tadini coll’esposizione del busto di Canova, che venne incoronato dalle Grazie, e sotto il suo nome v’era l’epigrafe in nomine elogium [7]. Venne dispensata in quella sera una raccolta di poesie in lode dell’artista, ed a lui con una ben concepita dedica spedita a Possagno [8], per cui il gran Canova, sempre gentile, ringraziò col mezzo d’una lettera a me diretta in data 24 settembre 1822 questa deputazione dell’onore compartitogli per questo sepolcrale lavoro. Quindi non so comprendere come il signor Paravia, che mostrasi tanto informato delle cose attinenti al Canova, avendo persino citato più volte nel suo opuscolo l’opera scritta 28 anni orsono dal figlio mio barbaramente rapito a’ vivi nella fresca età d’anni 25 [9], non abbia saputo trovar nelle carte del defunto né le mie lettere, né qualche esemplare delle poesie di Lovere stampate, a lui dirette a Possagno, né le copie e gli originali delle musiche eseguite nella festa sopra anunciata, né mai parlato con persone al Canova famigliari, e nemmeno col fratello dell’illustre defunto [10], per meglio informarsi dell’ultime opere sue, onde non cadere in errore e fare delle rilevanti ommissioni.

Da tutto ciò, Ella vede, gentilissimo signor Conte, quanto sia incredibile che il di Lei catalogo sia mancante di quest’opera, che per l’amicizia e per l’impegno dell’artista nel favorirmi non può certamente esserne esclusa, e che perciò una tal mancanza esser altro non può che una svista del signor Paravia.

Sono quindi a pregarla onde ottenere dal signor Paravia stesso che emendi con un’aggiunta di stampa al suo opuscolo una tale mancanza. In caso opposto io mi troverò obbligato a pubblicare le molte lettere già accennate, dalle quali si rileverà la verità dell’esposto.

Spero di esser favorito dalla di Lei conosciuta gentilezza, ed in quest’incontro la prego informarmi dell’associazione che si sta facendo per erigere un monumento alla memoria del sommo artista [11], desiderando anch’io d’essere tra l’infinito numero dei contribuenti ad onorare la memoria del celebre, ammirato, amato e venerato uomo di tutto il mondo ed in attenzione del pronto di Lei riscontro per mia norma, passo a raffermarmi pieno di stima e di rispetto di Lei gentilissimo signor Cavaliere umilissimo devotissimo obbligatissimo servitore

Luigi conte Tadini

 

 

P.S. Qualora Ella amasse di vedere le lettere originali succitate, potrò mandarne copia autentica a di Lei richiesta.

 

[1] Leopoldo Cicognara (Ferrara, 1767 – Venezia, 1834) incontra Canova a Roma nel 1807; nel 1808 è nominato presidente dell’Accademia di Venezia, carica che avrebbe mantenuto fino al 1827.

https://www.treccani.it/enciclopedia/francesco-leopoldo-cicognara_%28Dizionario-Biografico%29/

[2] P.A. Paravia, Notizie intorno alla vita di Antonio Canova. Giuntovi il catalogo cronologico di tutte le sue opere, Venezia 1822.

https://books.google.it/books?id=mP4R4x8_sH0C&hl=it&pg=PP1#v=onepage&q&f=false

[3] L. Cicognara, Storia della scultura dal suo risorgimento in Italia sino al secolo di Napoleone per servire di continuazione alle opere di Winkelmann e di d’Agincourt, volumi I-III, Venezia, 1813-1818.

[4] Il bozzetto della Religione.

[5] La Stele Tadini: https://www.accademiatadini.it/catalogo/stele-tadini/

[6] L’arciduca Ranieri Giuseppe d’Asburgo-Lorena, insieme alla consorte Maria Elisabetta Savoia di Carignano, visita Lovere il 27 agosto 1821 per ammirare la Stele Tadini.

[7] L’Erma di Antonio Canova tuttora conservata in Accademia Tadini: https://www.accademiatadini.it/catalogo/erma-di-antonio-canova/.

[8] Erettosi nell’oratorio … 1821.

[9] F. Tadini 1796.

[10] Giovanni Battista Sartori.

[11] Sul Monumento a Canova innalzato nella chiesa dei Frari cfr. R. De Feo 2007.

 

Pubblicato in: Epistolario, a cura di Albertario M., in Antonio Canova nelle collezioni dell’Accademia Tadini, a cura di Albertario M., Milano 2010

 

 

Potrebbero anche interessarti

Napoli

28 Settembre 1795

Da:

Luigi Tadini

A:

Antonio D'Este

Parigi

16 Giugno 1862

Da:

Jean-Auguste-Dominique Ingres

A:

Carlo Barbiano di Belgiojoso

Venezia

3 Dicembre 1832

Da:

Leopoldo Cicognara

A:

Francesco Hayez

Milano

16 Agosto 1877

Da:

Antonio Caimi

A:

Stefano Stampa

Roma

28 Aprile 1805

Da:

Giuseppe Diotti

A:

Giuseppe Bossi

Darmstadt

31 Maggio 1862

Da:

Georg Jakob Felsing

A:

Carlo Barbiano di Belgiojoso

Roma

13 Marzo 1805

Da:

Giuseppe Diotti

A:

Giuseppe Bossi

Roma

20 Ottobre 1819

Da:

Antonio Canova

A:

Luigi Basiletti

Roma

23 Ottobre 1819

Da:

Luigi Basiletti

A:

Paolo Tosio

Roma

18 Settembre 1819

Da:

Luigi Basiletti

A:

Paolo Tosio

Roma

2 Ottobre 1819

Da:

Luigi Basiletti

A:

Paolo Tosio

Roma

7 Gennaio 1820

Da:

Luigi Basiletti

A:

Paolo Tosio

Roma

18 Dicembre 1795

Da:

Antonio D'Este

A:

Luigi Tadini

Roma

6 Maggio 1796

Da:

Antonio D'Este

A:

Faustino Tadini

Napoli

3 Maggio 1796

Da:

Faustino Tadini

A:

Antonio Canova

Bergamo

23 Dicembre 1868

Da:

Enrico Scuri

A:

Commissaria Carrara

Bergamo

18 Aprile 1868

Da:

Enrico Scuri

A:

Pietro Agliardi

Bergamo

20 Dicembre 1848

Da:

Enrico Scuri

A:

Commissaria Carrara

Bergamo

20 Settembre 1861

Da:

Enrico Scuri

A:

Commissaria Carrara

Bergamo

2 luglio 1834

Da:

Giuseppe Diotti

A:

Defendente Sacchi

Roma

28 aprile 1805

Da:

Giuseppe Diotti

A:

Giuseppe Bossi

Roma

21 novembre 1801

Da:

Antonio D’Este

A:

Luigi Tadini

Roma

25 maggio 1803

Da:

Antonio D'Este

A:

Luigi Tadini

Roma

9 luglio 1803

Da:

Antonio D’Este

A:

Luigi Tadini

Crema

4 agosto 1803

Da:

Luigi Tadini

A:

Antonio D'Este

Roma

25 ottobre 1806

Da:

Antonio D'Este

A:

Luigi Tadini

Roma

8 febbraio 1818

Da:

Antonio D'Este

A:

Luigi Tadini

Venezia

26 marzo 1823

Da:

Leopoldo Cicognara

A:

Luigi Tadini

Brescia

5 agosto 1819

Da:

Paolo Tosio

A:

Luigi Basiletti

Roma

18 settembre 1819

Da:

Luigi Basiletti

A:

Paolo Tosio

Roma

20 ottobre 1819

Da:

Antonio Canova

A:

Luigi Basiletti

Brescia

22 dicembre 1819

Da:

Paolo Tosio

A:

Luigi Basiletti

Roma

27 giugno 1819

Da:

Luigi Basiletti

A:

Paolo Tosio

Brescia

1 gennaio 1844

Da:

Angelo Cremona

A:

Teodoro Lechi

Pavia

20 aprile 1840

Da:

Cesare Ferreri

A:

Congregazione Municipale della Regia Città di Pavia

s.l.

s.d.

Da:

Gaetano Fornasini

A:

Ateneo di Brescia

Brescia

22 marzo 1828

Da:

Gaetano Fornasini

A:

Gaetano Monti

Milano

22 luglio 1820

Da:

Gaetano Monti

A:

Luigi Basiletti

s.l.

s.d.

Da:

Giovanni Beltrami

A:

Bartolomeo Turina

Firenze

1 Marzo 1834

Da:

Lorenzo Bartolini

A:

Pietro Giordani 

s.l.

21 maggio 1834

Da:

Giuseppe Diotti

A:

Presidente della Commissaria dell'Accademia Carrara

s.l.

16 giugno 1834

Da:

Giuseppe Diotti

A:

Presidente della Commissaria dell'Accademia Carrara

s.l.

26 luglio 1834

Da:

Giuseppe Diotti

A:

Presidente della Commissaria dell'Accademia Carrara

Slide verso sinistra per visualizzare le fonti