Lettera da Faustino Tadini a Antonio Canova

Mittente:

Faustino Tadini

Destinatario:

Antonio Canova

Data:

3 Maggio 1796

Da Faustino Tadini a Antonio Canova
Napoli, 1796 maggio 3

 

Biblioteca Civica e Archivio, Bassano del Grappa (Vicenza)
II.173.1738

 

Carissimo e onoratissimo signor Antonio [1].
Voglio essere sincero. La gentile sua lettera ed i vantaggiosi sentimenti ch’Ella a mio riguardo vi espresse di molto aggradimento sì ma non di sorpresa divennero al mio cuore.
La di Lei bontà mi fece fin sulle prime augurare ch’Ella avrebbe di compatimento onorata una fatica [2] che non conosce altro principio che l’intimo sentimento, altro scopo che il vero merito.
Ben lontano però dal credermi degno delle sue cortesi espressioni, le confesserò con tutta la verità che nel corso dell’operetta spesse volte meco stesso mi dolsi di non vedermi iniziato nell’arte onde additarne con esperta mano il magistero e la dottrina.
Io non ne sono che amante per quel grato effetto che mi si desta nell’animo.
Così ammirando la sua Religione [3] mi credei tenuto a venerarla; il suo Guerriero [4] mi comprese di terrore e svanì l’una e l’altra idea quando nel vagheggiar le sue Veneri [5] formai /1v/ formai de’ folli voti per chiamarla a vita (qual Galatea Pigmalione) e dei vani proponimenti di volerle amare per sempre (3).
Ma sembrami che Ercole [6] mi rimproveri di questo tempo di cui lo defraudo trattenendo con me il suo animatore.
Io pavento troppo gli sdegni dell’eroe furibondo per non affrettarmi a ricambiarle i complimenti de miei genitori, e quella stima ed amicizia con cui me le professo devotissimo, obbligatissimo servitore ed amico.
Napoli, a dì 3 maggio 1796.
Faustino Tadini
/2v/ Al illustrissimo signore signor padrone colendissimo il signor Antonio Canova, Roma

 

Pubblicato in: Epistolario, a cura di Albertario M., in Antonio Canova nelle collezioni dell’Accademia Tadini, a cura di Albertario M., Milano 2010

 


 

[1] Antonio Canova
[2] Si fa riferimento al volumetto di F. TADINI “Le sculture e le pitture di Antonio Canova pubblicate fino a quest’anno 1795”, Venezia 1796
[3] Si fa riferimento alla Religione scolpita nel Monumento a Clemente XIII in San Pietro: G. PAVANELLO “L’opera completa di Antonio Canova”, Milano 1976, n. 39
[4] M. NOCCA “Un dipinto inedito di Antonio Canova ritrovato a Propaganda Fide: l’Ezzelino da Romano” in “Bollettino dei Musei Monumenti e Gallerie Pontificie”, 2002, riconosce il dipinto nel cosiddetto “Eccelino vestito di ferro” firmato e datato 1793
[5] Per quanto il recupero del mito di Pigmalione possa far pensare ad una scultura, Faustino Tadini fa probabilmente riferimento alle due tele con la Venere con lo specchio e alla Venere con fauno G. PAVANELLO “L’opera completa di Antonio Canova”, Milano 1976, n. D 3 e D 13
[6] Il gruppo Ercole e Lica: G. PAVANELLO “L’opera completa di Antonio Canova”, Milano 1976, n. 131 del quale Faustino Tadini conosceva il modelletto in cera

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