Lettera da Antonio Canova a Luigi Basiletti

Mittente:

Antonio Canova

Destinatario:

Luigi Basiletti

Data:

20 Ottobre 1819

Da Antonio Canova [1] a Luigi Basiletti
Roma [2], 20 ottobre 1819

 

Stimatissimo signore
Sono molto contento di ciò ch’ella mi dice nel gentile biglietto che mi ha favorito questa mattina col mezzo del signor Antonio D’Este; e mi piace assai che il nobile signor Conte Tosi abbia aggradito l’acquisto del Busto di Eleonora, da me eseguito in marmo, dietro le tracce suggeritemi in parte da alcune descrizioni, alle quali aggiunsi qualche cosa di ideale, onde recare più interesse alla fisionomia di questa inclita Principessa.
Le rendo noto che il detto signor D’Este riceveva per mio conto li duecento zecchini; com’ella è pregata di ricevere le proteste della mia distinta stima e considerazione.
Roma 20 ottobre 1819
Obbligatisimo Signore
Antonio Canova
/1v/ All’illustre signore il signor Luigi Basiletti pittore celebre e accademico di San Luca.

 


 

[1] I rapporti cordiali tra Antonio Canova (Possagno, Treviso, 1757 – Venezia, 1822) e Luigi Basiletti, datavano all’autunno del 1803, ossia agli inizi del primo soggiorno romano del giovane pittore bresciano (cfr. lettere del 28 novembre e del 22 dicembre 1803, nn. 4 e 5). Nel 1807 Basiletti inviava da Roma ai suoi fratelli Antonio e Giuseppe un suo ritratto di Canova (Nicoli Cristiani 1807, p. 133; Falconi 20161, pp. 9-10; opera dispersa), celebrato in un epigramma del cavaliere Giuseppe Colpani: «AL SIGNOR / LUIGI BASILETTI / CONTEMPLANDO / IL RITRATTO DEL CANOVA DA LUI DIPINTO / Quella vita e quell’anima, che altrui / Con Fidiaco scarpel Canova inspira, / Con pennello Apelleo tu rendi a lui» (Colpani 1823, p. 82). Il 17 aprile 1814 Antonio Canova fu nominato socio onorario dell’Ateneo di Brescia (Blesio 2016, ad vocem)
[2] BQB, fondo Autografi, Aut.111.fasc.XI.1. Sulla camicia: «Lettera orginale di Canova / sul / Busto di Eleonora d’Este / 20 8bre 1819 / Vi sta unita lettera autografa di / Luigi Basiletti al co: Paolo Tosio / Roma, 23 Ottobre 1819» (cfr. lettera n. 148). Lettera trascritta in Mondini 1981, p. 82