La potente attrazione della luce. Tommaso Aroldi pittore e architetto (1870-1928)

Museo Diotti

21/10/2023 - 31/12/2023

Frutto di un articolato percorso di ricerca, questa mostra costituisce, di fatto, la prima personale di Tommaso Aroldi (Martignana di Po, 1870 – Solarolo Rainerio, 1928), pittore e architetto formatosi fra le Accademie di Parma e di Firenze dal 1885 al 1892 e attivo in un’area abbastanza estesa della Bassa, comprendente Casalmaggiore e la provincia di Cremona, con significativi sconfinamenti nel Mantovano e nel Reggiano.

 

Artista poliedrico, ha operato praticamente in ogni campo: pittura da cavalletto, decorazione pittorica e plastica (sia nei luoghi di culto che in quelli civili), architettura, scenografia, design, grafica e cartellonistica. Si è dedicato inoltre all’insegnamento come professore di disegno presso la Scuola di disegno “G. Bottoli” di Casalmaggiore dal 1904 al 1920 e ha ricoperto il ruolo di Ispettore onorario per la tutela dei monumenti.

 

La sua prima produzione rivela una straordinaria abilità disegnativa e pittorica che riflette l’influsso della pittura di macchia (all’Accademia di Firenze ebbe tra i suoi professori Giovanni Fattori) e, subito dopo, delle ricerche sulla luce dell’Impressionismo e del Divisionismo. Fu quella l’epoca della sua partecipazione ad importanti esposizioni italiane (Milano, Roma, Firenze, Torino) e straniere (Londra, Barcellona, Monaco e Berlino), cui seguì invece un ripiegamento sul locale, in una dimensione crepuscolare con accenti simbolisti, con un progressivo allentamento dell’attività di pittore da cavalletto, dedicandosi in modo esclusivo all’insegnamento e a una fagocitante attività di decoratore e architetto.

 

Disegnò nell’ultima parte della sua vita molte case, ville e palazzine del territorio, alcune veramente singolari (come la moresca casa Manara o la propria abitazione), altre particolarmente riuscite nell’intento di sposare le forme dell’Art Nouveau e del Liberty agli stili storici e alle tipologie più legate alla tradizione. La sua vastissima produzione, concentrata nell’arco di un trentennio, ha inciso profondamente sull’aspetto della città di Casalmaggiore, sia sul piano urbanistico sia nella dimensione più intima dell’abitare: fu essenzialmente un artista organico alla borghesia dei nuovi professionisti ed imprenditori che localmente andavano a gara per avere il disegno di una facciata, un soffitto dipinto, un suo progetto per un negozio, i mobili di un ufficio. Destreggiandosi fra un cantiere e l’altro, talvolta simultaneamente, coinvolgendo i più bravi artigiani del luogo (fabbri, stuccatori, cementisti), oltre ai suoi più promettenti allievi della Scuola di disegno, Aroldi diede prova anche delle sue capacità imprenditoriali allestendo quella che si può considerare, soprattutto per le arti applicate, una vera e propria industria artistica.

 

Particolarmente intensa fu la sua produzione per i luoghi di culto, intervenendo spesso a completare o rinnovare interi cicli decorativi, con notevole e apprezzabile capacità mimetica nell’assecondare lo stile dominante, secondo lo spirito di un eclettismo storicista su cui si era formato, e talvolta pure a restaurare (come in S. Agata a Cremona) o a rifare-completare facciate (come nella parrocchiale di Vicomoscano) nel senso del ripristino di un presunto aspetto originario (di volta in volta romanico, gotico o rinascimentale) in cui riconoscere lo stile nazionale, secondo l’ideologia retorica dominante nell’Italia postunitaria.

 

 

21 ottobre 2023 – 31 dicembre 2023

CURATORE DELLA MOSTRA E DEL CATALOGO
Valter Rosa
Catalogo Edizioni Biblioteca Mortara

 

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