Giovanni Battista Sommariva (Sant’Angelo Lodigiano, Lodi, 1757 – Milano, 1826)

Avvocato originario della provincia di Lodi, trasferitosi a Milano attorno al 1786, Giovanni Battista Sommariva intraprese una folgorante carriera politica che lo condusse ai vertici dell’amministrazione napoleonica, rivestendo la carica di segretario del Direttorio della Repubblica italiana nel 1797. Nel 1800, al rientro dall’esilio a Parigi, dove si era rifugiato con il ritorno degli Austriaci, ottenne la nomina a presidente della Commissione di governo della seconda Repubblica Cisalpina, ma la sua ascesa era destinata a una brusca e definitiva interruzione, per volere di Bonaparte stesso, che lo escluse dagli incarichi istituzionali nella nuova Repubblica Italiana proclamata nel 1802, preferendogli quale vice-presidente Francesco Melzi d’Eril, duca di Lodi.

Artefice di una straordinaria fortuna, accumulata attraverso la partecipazione agli appalti per le forniture militari, dopo essersi ritirato a vita privata – anche per riguadagnare il perduto prestigio politico e sociale – Sommariva diede avvio a una raccolta di opere d’arte antiche e contemporanee, destinata a costituire uno degli episodi più straordinari del collezionismo e del mecenatismo europeo negli anni tra l’Impero e la prima Restaurazione. Nel volgere di pochi anni, le residenze francesi di Rue Basse des Remparts a Parigi e di Epinay, come pure la splendida villa, già Clerici, a Tremezzo sul lago di Como, accolsero una strepitosa serie di capolavori di David, Prud’hon, Gerard, Girodet, Wicar, dei lombardi Appiani e Bossi e, sul versante della scultura, le opere dei due massimi artisti dell’epoca Canova e Thorvaldsen.

Alla fine del secondo decennio del secolo il conte Sommariva trasferì a Tremezzo il Palamede di Canova (1803-1805), L’ultima comunione di Atala di Pierre Jèrôme Lordon (1808), vi espose il modello in gesso della Tersicore (1811), mentre nel salone fece collocare il magnifico fregio a bassorilievo raffigurante Il trionfo di Alessandro di Berthel Thorvaldsen (1818-1828). Alla scomparsa del proprietario, nel 1826, la raccolta comprendeva oltre alle numerose opere d’arte contemporanea, tra le quali L’ultimo bacio dato a Giulietta da Romeo di Francesco Hayez, anche preziosi dipinti antichi, in molti casi riprodotti in miniature su smalto e cammei.

Quando nel 1838 Luigi, il figlio del conte, morì a Parigi l’enorme collezione fu smembrata. Nel 1843 la Villa di Tremezzo fu ceduta integra, con la sua raccolta d’arte, alla principessa Marianna di Orange-Nassau.